mercoledì 11 aprile 2012

Weekend di Pasqua

Dopo una settimana di lavoro mi sono ritrovata immersa in un weekend da paura, cibo, cibo, cibo. Preparato (tanto, troppo) e mangiato (forse quest’anno il giusto).
Come tutti gli anni organizzo il pranzo del giorno di Pasquetta insieme agli amici, tutti vivono in microscopici appartamenti in città e noi siamo gli unici dotati di giardino e casa abbastanza grandi per contenere quindici persone senza calpestarsi i piedi.
E così sabato di vigilia Pasquale e fare le pulizie di primavera, perché è risaputo che io vivo come una disadattata: ci ho messo due ore solo per riordinare e sistemare le cose che erano sparse per la casa. Poi tutto il resto fino all’ora di cena, vetri, sanitari, pavimenti, mobili, giardino. Tutto. E rigorosamente vestita di tutto punto e truccata, in questo sono un mito; la mattina mi vesto e mi trucco sempre come se dovessi uscire, non importa quello che farò poi, l’unica differenza è mettere delle ballerine al posto delle decolleté tacco 8 o degli stivali in inverno. Tutto qui.
La sera doccia velocissima e pizzeria per festeggiare il compleanno insieme alla mia famiglia, siamo stati bene, mia madre non è stata molto bene nell’ultimo periodo, ma sabato l’ho trovata in grande forma.
Poi il giorno di Pasqua, di nuovo pranzo con i miei, stavolta a casa e la sera a cena dai genitori di Carlo, un vero tour de force alimentare intervallato da un mattina-pomeriggio-sera dedicato alla cucina: ho “spadellato” per quindici persone, un primo, tre secondi, quattro contorni, un dolce da forno (ed uno acquistato…era il mio piano B considerando quanto io non sia in grado di fare dolci).
Non mi sono riposata un minuto e ieri mattina non potevo credere che fosse già ora di rientrare al lavoro, devo trovare un piano B anche per quello, non credo potrò sopravvivere in quell’azienda. Titolare troppo umorale, colleghe troppo stronze. Il quindici maggio scade il mio contratto ed ogni indizio per un’assunzione definitiva al posto di rallegrarmi, mi terrorizza. In un periodo di crisi come questo mi vergogno a sputare nel piatto dove mangio, ho alcuni amici disoccupati che farebbero carte false per essere al  mio posto, ma non riesco a spiegare l’orrenda sensazione che provo ogni mattina al risveglio.
Negli ultimi due mesi ho decisamente ridotto il mio tenore di vita, ho cercato di risparmiare e di quantificare quale sia il mio reale fabbisogno economico per il mutuo, per le bollette, per il cibo. Ho ridotto ogni acquisto relativo ad abbigliamento e spese superflue, non ho ridotto le uscite a cena con Carlo, non voglio che sia lui a risentire di questa nuova situazione, quindi quello che ci riguarda come coppia è restato immutato.
Sto cercando di capire se posso vivere senza quel lavoro, sto cercando di capire se posso scegliere qualcosa di più normale, non so, la cameriera, la commessa, la donne delle pulizie, la barista, la segretaria. Lavori per i quali almeno la sera non dovrei pensare a marketing ed alle strategie, lavori per i quali non occorra un impegno di 24h giornaliere. Ho calibrato tutta la mia vita su un determinato introito economico e purtroppo ci sono spese che non dipendono dalla mia volontà (mutuo), non sono stata lungimirante.
E’ giunta l’ora di correggere qualcosa.

P.S.: caro L. non controllo mai il telefono durante il weekend e le feste comandate! Non ero in città, spero tu ti sia divertito (anche se il tempo faceva proprio schifo!).