Il commento sul darla via come fossero noccioline mi ha fatto riflettere.
Sarei tranquillamente in grado di farlo per una semplice ragione: riesco a fare sesso senza alcun coinvolgimento, ci metto pure la giusta dose di finzione, è il risultato di dieci anni di pratica da scambista.
Quando entri in quell’ambiente e le fantasie sono quelle del tuo compagno vivi tutto in modo diverso, non ci vedi nulla di eccitate, ci vedi solo una serata da far passare in fretta, ci vedi uomini famelici di emozioni nuove e donne che li assecondano. Raramente ne ho incontrate che guidavano il gioco, che volevano essere lì, il più delle volte stavano solo cercando di accontentare il proprio compagno per non perderlo. Come me.
Con Andrea è stato così per anni, una continua ricerca di approvazione, finché sono scoppiata e gli ho detto la verità, che lo facevo solo per lui e che non ce la facevo più. Non smettemmo di vedere le coppie, semplicemente si diradarono gli incontri “extra”, frequentammo più locali perché lì potevi scegliere se fare sesso sul momento, senza vincoli. Io finivo sempre per ubriacarmi e fare la troia. Perché mi sentivo in colpa ad essere lì e a non fare niente, mi sentivo in colpa per Andrea, ero una delusione. Il più delle volte tornando dormivo in autogrill per non causare incidenti.
In quei dieci anni ho imparato ad estraniarmi completamente da quello che stavo facendo ed il sesso era diventato una mera pratica fisica.
Poi ho incontrato Paolo.
Ogni cellula del mio corpo era attratta da lui, il sesso era fantastico perché c’era una forte componente emotiva. Eravamo una bella alchimia io e lui, forse la migliore che io possa mai aver avuto con qualcuno. Io ero diversa da tutte le donne che aveva incontrato prima, ero spudorata, gli dicevo quello che volevo ed avevo una “praticità” della materia non indifferente, per mesi è stato legato a me anche quando voleva staccarsi perché riuscivo ad eccitarlo al punto tale che poi cedeva e ci vedevamo. Non aveva strane fantasie, solo puro sesso in tutte le sue forme. Da lui mi feci venire in bocca, unica cosa che fino ad allora mi ero rifiutata di fare, nonostante l’ambiente che frequentavo e le insistenze di Andrea. Gli avevo chiesto di insegnarmi come gli piaceva affinché potessi dare il meglio di me. Geisha.
Poi è arriva Luca
Mi ha fatto soffrire fin dall’inizio, quando sul blog alternava commenti quasi paterni ad acidi giudizi. Quando passammo alle telefonate ed ai messaggi la situazione addirittura peggiorò, la mattina mi dava il dolce buon giorno, mi chiedeva come stavo, qualche ora dopo mi scriveva messaggi dove mi chiedeva se mi ero fatta sbattere dalla coppia x, se l’avevo preso nel culo e se mi era piaciuto. Con queste stesse parole. La prima volta che ricevetti un messaggio con questo tono piansi davvero tanto, non potevo credere che l’uomo che mi riservava messaggi paterni potesse essere in grado di scrivermi quelle parole. Sbagliavo. Ricordo esattamente il giorno, ero nel parcheggio sotterraneo dell’Ipercity dove in pausa pranzo ero andata in palestra. Avevo riacceso il telefono dopo l’allenamento ed ecco il suo messaggio, se avessi dato retta alla brutta sensazione che mi fece piangere così tanto!!! Avrei dovuto capire da lì che tipo di uomo era.
Inutile piangere sul latte versato, sono ancora emotivamente troppo legata a lui e sarei davanti alla sua porta al minimo schiocco di dita.
Tutta questa trafila per dire che dopo anni di sesso sterile con Andrea e con le coppie, ho scoperto il sesso “emozionale” con questi due uomini ed ora sono alla ricerca delle stesse emozioni, di quel momento in cui sei un tutt’uno con l’altro.
Però posso tranquillamente fare sesso sterile con IP, che magari si rivela meglio di quello che sembra e magari tutti quei complimenti e quella piaggeria sono in parte reali e non il mero mezzo per scoparmi. Magari.

