martedì 31 gennaio 2012

The Day After

Avvilita è dire poco.
Temevo di non essere all'altezza della nuova azienda e...mi accorgo che loro non sono alla mia, di altezza.
Giuro che non sono un genio, ma ad organizzazione, pianificazione, strategie e marketing sono abbastanza ferrata: quella è letteralmente una giungla dove l'ufficio tecnico parla male della direzione e la direzione parla male dell'ufficio tecnico. Il mio compito? Nessuno lo sa.
Tenterò di descrivere la situazione: è come se un bravissimo sarto, affermato, con una bella clientela ed un meccanismo di vendite e marketing ben lubrificato avesse inserito fra i suoi prodotti le scarpe, le avesse fatte produrre da Tizio, un genio della scarpa, e poi avessero litigato con tale Tizio, che sbattendo la porta se ne fosse andato con tutti i bozzetti delle calzature, con tutte le forme ecc ecc.
Il nostro amico sarto super affermato però si rende conto che di scarpe se ne vendevano parecchie e non vuole perdere quei clienti, allora chiama Annabelle perchè quei clienti sono stranieri ed Annabelle è abbastanza brava con la lingua (nessuna battuta eh!). Peccato che Annabelle non abbia mai prodotto scarpe, che abbia bisogno di un catalogo da far vedere a questi clienti e magari anche di prezzi, che però il nostro amico sarto pare non avere. In più tutti i modelli sono di tre anni prima, nessuno ha mai aggiornato le linee e nessuno sa come fare. A tutto questo deve pensare Annabelle, che si trova come diretto superiore un mastino napoletano che ringhia al posto di parlare, non con lei, sia chiaro, è ancora presto per darle addosso, ma Annabelle ha visto come tratta gli altri e le girano già le palle.
Ragazzi, se avevo in mente un roseo futuro in una nuova grande azienda dove i soldi dello stipendio non fossero un problema....ecco, sbagliavo di grosso. Si tratta si di una grande azienda, di un titolare "in grana", ma io sono assunta dalla cugina sfigata della grande azienda, che di secondo nome fa Concordia.
Oggi do uno sguardo al pavimento per vedere se ci sono tracce di umidità....

lunedì 30 gennaio 2012

Ansia!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Eccomi al mio primo giorno di lavoro.
Dormito nulla.
Fatto colazione con Redbull e Nutella.
Ho deciso di vestirmi e truccarmi come d'abitudine, ok per creare una nuova personalità, la mia ennesima maschera, ma non esageriamo: sembrare Maria Goretti non mi appartiene proprio.
Colleghe donne, sottoposti uomini, chissà come andrà a finire.
Le mani sono umide al solo pensiero di presentarmi in azienda, arrivo con una fama eccezionale, deluderli è un'attimo ed il mio modus vivendi era esattamente il contrario: low profile, se poi ero brava ne prendevano atto, diversamente amen, nessuno aveva promesso nulla.
Andrea vuole avere la moglie ubriaca e la botte piena, mette bocca su tutto:
- Io: cosa dico se qualcuno mi conosce e mi chiede se non lavoro più per te?
- Lui: digli di farsi i cazzi suoi
Certo, come no! Bello iniziare con i propri colleghi in quel modo vero? Dire la verità no??? Che ho due contratti di collaborazione perchè l'azienda non poteva garantirmi ancora per molto il mio reddito?? Non mi sembra drammatico. E soprattutto risulta essere la dura verità.
Facciamo che dirò quello che voglio io a chi voglio io ed Andrea se la metterà via, inutile che pianga con i fornitori e si voglia fare bello con gli amici. Capisco questa sorta di invidia del pene (ahimè ha amici tutti ricchi e potenti), ma occorre anche darci un taglio. Nemmeno io sono la Schiffer, ma non vado in giro a dire che sono un genio per sopperire. Anzi, dicono che mi sottovaluto (in realtà è sano realismo il mio, ma vaglielo a spiegare!)
Ok, adesso basta temporeggiare.
Vado.
A-I-U-T-O!!!!!

venerdì 27 gennaio 2012

CIBO

Già...è da un pò che non ne parlavo...
Gli eventi delle ultime tre settimane hanno portato scompiglio: niente più corsa, niente più digiuni, niente più orari fissi per mangiare.
Il risultato è che mi sono data alla pazza gioia, cene fuori per mancanza di voglia di cucinare, cene alle 22.00, colazioni più che strane!
Non ho il coraggio di pesarmi, ma mi sento ingrassata, c'è poco da fare, inutile illudermi.

martedì 24 gennaio 2012

Sospesa

Sono giorni in cui vivo sospesa in una situazione surreale.
Sono giorni di passaggio, di cambiamento, giorni in cui nulla è più sicuro e certo.
Giorni che determineranno tutto il mio futuro.

Ed io a cosa penso????
Che vorrei farmi scopare da Luca.
No, no, no. Io non sono per niente normale.

Ho voglia e bisogno di una parentesi come quelle che vivevo con lui.
Lontana da tutto e da tutti, con il cervello staccato ed intento solo a gustarmi il piacere che mi sapeva dare e perchè no, le carezze del dopo perchè sapeva elargirne parecchie.

martedì 17 gennaio 2012

Vorrei sfogarmi qui...

...ma non posso. Non posso perchè quello che vorrei scrivere è talmente specifico che rischierei di essere riconosciuta da chi "abita la mia esistenza reale".
Dio solo sa cosa vorrei raccontare in queste pagine, posso solo descrivere le sensazioni che mi stanno pervadendo.
Ansia
Smarrimento
Angoscia
Paura
Abbandono
I cambiamenti non sono mai semplici e questo potrebbe non essere nemmeno tale, ma la sola prospettiva che possa esserlo mi manda totalmente nel panico; le cose non dovevano andare così, le promesse, i progetti, le aspettative erano diverse, non posso nemmeno dire che il mio impegno di questi anni sia stato totale solo per le promesse fatte da lui, ma resta il fatto che tutta la mia vita ha ruotato fino ad oggi intorno a lui.
Poi un giorno ti svegli, sei consapevole che le cose vanno male e chiedi come stanno davvero, chiedi se le promesse pensa di poterle ancora mantenere, se gli impegni potranno essere onorati o se invece devi pensare a farti un futuro diverso. E mentre dici quest'ultima frase pensi che forse potrebbe cogliere l'occasione, non vuoi crederci, ma il pensiero ti sfiora la mente e rabbrividisci. Poi ti senti soffocare, quando ti rendi conto di avergli servito l'assist migliore della tua vita, capisci che non aspettava altro che fossi tu a porgli l'arma per ucciderti l'anima.
In un rapporto di lavoro normale tutto questo sarebbe stato prevedibile, ma forse (dico forse perchè in fondo sono una grande cogliona) il mio impegno sarebbe stato diverso, non avrei rinunciato a trasferirmi a Milano e frequentare la facoltà dei miei sogni per restare qui vicino a lui e seguire i suoi interessi, forse non avrei abbandonato poi gli studi incapace di mettermi sui libri dopo dieci ore qui dentro, forse avrei pensato più al mio futuro che al suo. Forse.
E questa settimana la mia vita sta cambiando, anche se magari non lo farà formalmente, lo farà in maniera indissolubile, se fallirò nulla cambierà, continuerò a galleggiare su questa barca finchè il matrimonio con l'azienda non subirà il "finchè morte non ci separi". Non ho ancora capito se sarò io a morire o l'azienda...tutto è possibile. Nella remota ipotesi che io non fallisca mi aspetteranno mesi duri, durissimi, terribili e forse è proprio per questo che inconsapevolmente non mi sto impegnando per perseguire il mio obiettivo. Giovedì mattina mi presenterò al colloquio con la faccia di una che dice "boh, se volete prendermi bene, se no fa lo stesso, fate quello che volete, purchè risulti che ci ho provato".
Lasciando lo studio del mio psicoterapeuta l'ultima frase che mi sono sentita dire è stata "...e questa volta faccia qualcosa per se stessa e non per gli altri"; una delle sedute più "vere" mai avute, una di quelle in cui le emozioni non riuscivano ad essere sdrammatizzate dalla battuta come faccio di solito, una di quelle sedute in cui gli occhi si riempiono di lacrime ed io stacco il cervello perchè quelle lacrime io non voglio farle scorrere davanti a lui. Trovo la forza per dirglielo che non riesco a continuare a parlare perche altrimenti comincio a piangere e lui risponde ironicamente dicendo che ha un sacco di fazzoletti. Io ferma nella mia scelta di non lasciarmi andare gli spiego che no, non mi vedrà piangere, i miei occhi però smentiscono le mie affermazioni.
Nessuna lacrima scorrerà sulle guance durante la seduta, ma Dio solo sa quante ne ho versate poi in auto.
Abbandonata, ecco come mi sento. Dopo mezza vita passata a cercare di essere perfetta per non esserlo, ora invece devo farci i conti.
Sarà un bene, in qualunque modo vada, sarà un bene, lo so.
Ma adesso brucia da morire.

sabato 14 gennaio 2012

Venerdì notte

Andrea quando si tratta di scopare è impermeabile ai casini.
Dopo quello successo negli ultimi giorni io ci ho perso il sonno, lui che rischia di brutto è riuscito a chiedermi di vederci.

"mi piace sentirti godere troia....sto venendo amore"

Qualcuno mi spiega "troia" e "amore" come possano convivere nella stessa frase????

Ed eccolo qui che mi russa accanto, io di dormire nemmeno l'ombra.
Troppi pensieri, troppo stress.
Se quello che bolle in pentola per il mio futuro sarà positivo mi aspetteranno settimane da sfinimento; se andrà male sarò una fallita.
Belle prospettive....

Il suo futuro si alleggerisce, il mio diventa una gara al massacro.
Lui ottiene sempre quello che gli fa comodi, l'unica soddisfazione avuta è stata l'ammissione di avermi chiesto sacrifici prospettandomi un futuro grandioso, ed invece non è stato in grado di farlo.
Magra consolazione.

mercoledì 11 gennaio 2012

E....

Lo sapevate voi pochi assidui lettori che sono deficiente vero???
Sono a casa e mi sono appena elaborata due spritz come Dio comanda e dato che seguo la mia nuova regola del non mangiare la sera provate a fare due più due ed ecco che la visione di Annabelle prende forma. Avete preso respiro? Le virgole oggi sono un optional.
Al lavoro come accennavo è un gran caos, devo gestire cose decisamente più grandi di me e nel frattempo devo continuare a gestire i clienti e per risolvere un problema Luca era perfetto. Si, Luca. Il destino vuole che lui lavori "quasi" nel mio settore ed oggi avevo bisogno di una mano per cui ho pensato di chiedergli aiuto. Dato che normalmente è una cosa che non mi appartiene chiedere aiuto, evidentemente è stato il mio subconscio a scrivere per me.
Insomma, mi ha fornito un contatto importante per risolvere un problema di un clienti, ho fatto la mia porca figura con lo stesso e di fatto ho ottenuto lo scopo. Ma insieme a tutto questo è arrivata la battuta, ben sottolineata "SEI IN DEBITO".
Ovviamente a tale provocazione non potevo che rispondere che so perfettamente come pagare i miei debiti e che sapevo aspettare. Tempo qualche ora ed ecco arrivare la sua mail "e come lo pagheresti?".
Potevo sbizzarrirmi in un linguaggio suino e mirato, ma mi sono limitata a scrivergli che sa perfettamente cosa mi piace fare e che la mia voglia di godere di lui e di farlo godere resta immutata.
MA SARO' IDIOTA????
Mesi per dimenticare un uomo ed eccomi a raccogliere la sua provocazione!!!!!
Dio perché lo voglio??? Forse perché il mondo mi crolla addosso e sono specializzata nel rifugiarmi in storie di sesso per cancellare tutto???
IDIOTA, IDIOTA, IDIOTA, IDIOTA, IDIOTA
Va bene come mantra???

Assente per qualche giorno

Causa grossi casini al lavoro non avrò molto tempo per scrivere.
Non ci voleva.

lunedì 9 gennaio 2012

Questo 2011 appena passato è stato uno dei peggiori della mia vita, non tanto per lo squallore delle cose che ho permesso accadessero, quanto per la acquisita consapevolezza di tale desolazione; dopo anni di psicoterapia la mia capacità di rimozione qualche volta vacilla, qualche ricordo, qualche sensazione, qualche frammento di momenti che un tempo avrei sapientemente cancellato, oggi latitano nella mia mente per essere catturati di tanto in tanto dalla coscienza e riportati nel quotidiano vivere.

martedì 3 gennaio 2012

Cibo

Dopo queste feste di Natale devastanti sono tornata sulla retta via, passando prima per i lassativi, poi per i digiuni. Saltare i pasti fa male, lo so, e non aiuta a dimagrire...secondo i nutrizionisti, io ho sempre ottenuto risultati quando riuscivo a farlo per molto tempo.
A vent'anni mangiavo il venerdì sera, il sabato sera, la domenica sera, di solito lauti pasti consumati al ristorante, senza risparmiarmi nulla, dall'antipasto al dolce.
Poi il resto della settimana solo la colazione, proteine, finiva che mi facevo anche una fiorentina piccola, poi basta per tutto il giorno. 200-250 kcal al giorno. Andavo in palestra, mi sentivo svenire, i muscoli mi si contraevano dal dolore, ma lo specchio mi faceva gioire.
Poi ho cominciato la terapia, fondamentalmente a causa di Andrea, che rifiutandosi di fare il test HIV mi aveva portato al limite della paranoia, il giorno in cui mi rivolsi all'ospedale e lo feci in forma anonima ero terrorizzata, quando andai a ritirare il risultato angosciata al limite dell'attacco cardiaco. Ricordo come fosse ieri quando mi diedero la busta, andai fuori, fui sollevata perché me l'avevano consegnata ed avevo letto su vari forum che se fossi risultata positiva uno psicologo mi avrebbe parlato prima di consegnarmelo. Ma la paura non se ne andava e quel giorno persi dieci anni di vita con le spalle appoggiate al muro dell'edificio delle malattie infettive. Negativa. Ritornando verso casa chiamai il numero dello psicoterapeuta che mi aveva consigliato una compagna di università. Da quel momento cominciai a fare lo yo-yo con il peso, partivo da 90 kg e nel giro di pochi mesi ne persi oltre trenta, da gennaio a giugno diventai un'altra persona, il mio peso perfetto, 60kg. Nonostante l'altezza dicesse che dovevo essere 53, il mio corpo era davvero come volevo, me lo confermò anche la nutrizionista pochi mesi fa, 60 era il numero perfetto per me perché avevo un seno piuttosto pronunciato e un'ossatura "pesante". Ho preso 10 kg da allora e da due anni a questa parte faccio -3 +3, -4 +2, +1 -3, ecc ecc ecc. Ed alla fine resto sempre quei cazzo di dieci kg in più!!!!
Giuro che non voglio la perfezione, non la voglio, a 60kg non ero magrissima, ero semplicemente lo standard femminile amato da donne e uomini, quel "giusto", quel "ritratto della salute" (anche quando in realtà vivevo di privazioni, di lassativi, di iperallenamento). E se anche mi dovrebbe consolare il fatto che non sono tornata a 90kg e che piaccio ancora nonostante questo grasso che mi porto appresso, io voglio tornare indietro, anche con i crampi allo stomaco, con i muscoli a pezzi, con il mal di testa da lassativi, chi li ha presa sa di cosa sto parlando.
E se la maggior parte delle mie giornate erano un contare le calorie, un correre, un digiunare, era impagabile poter uscire di casa vestita come volevo, truccata alla perfezione. Dicono che io sia molto simpatica nella mia vita reale, una donna con cui è piacevole passare il tempo, ecco, mi sentivo perfetta: carina ed alla mano.
E adesso invece mi vergogno ad uscire.
Sono stanca da morire.

lunedì 2 gennaio 2012

La coppia che abbiamo visto venerdì è una coppia speciale, non significa che io abbia vissuto con piacere la situazione, ma in un certo senso con loro - con LEI - ho una particolare sintonia emotiva. Siamo due vittime, e se lei ancora palesa totale approvazione per questa vita, io sono pienamente convinta che abbia scelto questo per non perdere il suo, di Andrea. Come feci io.
Quando la conobbi noi Gianni lo conoscevamo già da tempo, era stato un singolo portato da altre coppie in un locale per scambisti, un uomo dal carisma eccezionale, simpatico, un compagnone. Andrea restò così colpito dal suo modo di fare discreto e solare che ben pensò di farmelo trovare in albergo un giorno, per un incontro a tre; non ero preparata, ma svolsi il mio ruolo in maniera eccelsa, salvo poi per piangere lungo tutto il tragitto verso casa. Frequentavo Andrea da poco più di un anno, ero in piena fase di innamoramento ed attendevo ogni nostro incontro con trepidazione, vivendo quelli di gruppo come il prezzo da pagare per poter vivere la nostra relazione (non sapevo quanto alto sarebbe stato questo prezzo).
Un giorno Gianni ci contatto per dire che aveva una nuova amante, che non era di questo ambiente, ma che aveva una spiccata sessualità che doveva solo essere stimolata; voleva portarla in un privè e voleva che fossimo noi ad accompagnarli. Quella sera io non potei giocare dichiarando di essere in pieno ciclo, in realtà era un’attacco clamoroso di candida, ma non mi opposi alla serata, del resto sarebbe stato impossibile per me prendere parte totalmente ai giochi. Fu così che finimmo in una stanza e lei cominciò a farsi scopare dal suo amante, poi da Andrea, poi da Andrea ed un altro uomo contemporaneamente. Io partecipai a modo mio, con un pompino a Gianni, mi impegnai così tanto nel farlo che lui sentì l’indelicata esigenza di farlo sapere anche a lei, con una frase del tipo “ehi, vieni qua e guarda come fa, così impari anche tu”. Inutile dire che ci resto malissimo, io stessa mi sentii in tremendo imbarazzo, non credevo fosse possibile potesse partorire una tale frase.
Finiti i giochi lei sparì con lui e li trovammo in un'altra stanza con lei che piangeva a dirotto, quando ci videro lui cerco di giustificarla come se stesse rovinando il momento, io invece la trascinai via con me lontano da loro e le feci un bel discorso. Lei capì che conoscevo il suo dolore, capì che il suo elogiarmi nella “nobile arte” non toglieva nulla a quello che provava per lei, capì che se voleva davvero intraprendere questa strada, questo era quello che l’aspettava.
E venerdì lei ha pianto di nuovo, dopo un’ora di sesso, dopo che aveva fatto di tutto con tutti, dopo che aveva espresso il desiderio di avere sei sette uomini solo per noi due (cosa che sono convinto Gianni e Andrea organizzeranno); ha pianto mentre raccontava ironicamente di averlo pizzicato a corteggiare un’altra, ha pianto mentre diceva che non se lo aspettava dopo tutto quello che aveva fatto per lui (entrambi sposati ed una vita clandestina da gestire). Capivo le sue lacrime mentre cercavo di sdrammatizzare, poi, uscendo dall’hotel noi due sole l’ho guardata dritta negli occhi dicendole che non aveva bisogno di dire altro, che sapevo e capivo tutto, l’ho abbracciata forte salutandola. Mi ha detto che ogni volta che ci vediamo io so sempre cosa dirle e che ho sempre le parole giuste.
Lei non sa quanto siamo uguali e non sa cosa ho fatto io per Andrea, se lei lo lasciasse la sua vita cambierebbe solo nella misura in cui non avrebbe più un amante (tra l'altro guadagnandoci in relax). Se io lo faccessi con Andrea dovrei ricominciare tutto da capo. Chiamatelo pure opportunismo, ma io oggi non me la sento di restare senza lavoro con un mutuo da pagare, quindi resto qui e continuo a pagare questo prezzo.